MBSR

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"La pace è ogni passo. Il fulgido sole rosso è il mio cuore. Ogni fiore sorride con me. Com'è fresco il soffio del vento! La pace è ogni passo. E fa gioioso il sentiero senza fine."Thich Nhat Hahn

Il corso di MBSR (come dimostrano recenti e numerose ricerche e studi di neuroscienze) ti aiuterà a prenderti cura di te per vivere in modo più sano e consapevole. Acquisirai la capacità di essere resiliente, affrontare positivamente le circostanze della vita e ad alleviare la sofferenza che accompagna disturbi dell'umore, fisici e psicosomatici.

 

E' un corso breve della durata di 8 incontri, uno a settimana di due ore e mezzo ciascuno.  Apprenderai strumenti e pratiche di mindfulness che utilizzerai nella vita di tutti i giorni.

 

Sarai in grado di disattivare intenzionalmente gli automatismi dei pensieri, a lasciar andare la tendenza alla proliferazione mentale liberandoti così da un compulsivo e doloroso rimuginio sulle preoccupazioni e sulle esperienze dolorose.


Come nasce l' MBSR?

Il protocollo MBSR, Mindfulness Based Stress Reduction (metodo per la Riduzione dello Stress Basato sulla Consapevolezza), solitamente etichettato come parte della medicina comportamentale è stato sviluppato dal Prof. Jon Kabat Zinn alla fine degli anni ’70 presso l’Università di Worcester (Boston) Massachusetts.

Alla fine degli anni 90 erano già più di 400 gli ospedali e i centri medici negli Stati Uniti in cui veniva applicato l’MBSR. Negli anni, grazie alle sue potenzialità preventive e riabilitative, ha trovato spazio nei programmi di intervento nelle cliniche, nelle carceri e nelle scuole, e nelle organizzazioni al fine di affrontare molte delle problematiche sia fisiche che psicologiche legate allo stress.


Dal Blog:

Come capire se la terapia sta funzionando: 6 segnali di cambiamento reale

Rami di ciliegio in fiore che si riflettono sull’acqua durante la primavera a Kamimeguro.
Kamimeguro, 4 aprile 2018

Se ti sei mai chiesta: Come faccio a sapere se la terapia sta funzionando?”. Tranquilla, non sei sola.

È una domanda molto frequente, soprattutto quando il percorso di psicoterapia è già iniziato da un po’. La terapia richiede tempo, disponibilità emotiva, energia, e spesso anche un investimento significativo. È naturale, a un certo punto, chiedersi se tutto questo stia producendo un cambiamento reale.

 

 

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7 abitudini di compassione per vivere con meno perfezionismo e più serenità

“Ombra di un fiore sulla parete illuminata dalla luce di una finestra: un’immagine che evoca calma e auto‑compassione.”

In psicologia, il perfezionismo non coincide con il semplice desiderio di fare le cose bene. A fare la differenza non è puntare in alto, ma il modo in cui una persona si valuta quando non raggiunge ciò che si aspetta da sé.

Molte persone perfezioniste ottengono buoni risultati, sono affidabili, responsabili e attente ai dettagli. Eppure convivono con la sensazione di non fare mai abbastanza.

Terminato un compito, la mente si sposta subito su ciò che manca. Ricevuto un complimento, trova immediatamente un difetto. Raggiunto un obiettivo, ne fissa subito un altro. Come se esistesse sempre un gradino in più da salire prima di sentirsi finalmente all’altezza.

Il perfezionismo spesso inizia come una forma di protezione. Ti aiuta a sentirti competente, preparato, capace di evitare errori e delusioni. Ma con il tempo può trasformarsi in una voce interna severa che accompagna ogni esperienza con lo stesso messaggio:

Sì, ma potevi fare di più.”

La letteratura scientifica descrive il perfezionismo come un costrutto complesso, in cui standard elevati e autocritica tendono a intrecciarsi. Non è l’impegno in sé a creare sofferenza, ma il modo in cui trattiamo noi stessi quando non raggiungiamo gli standard che ci siamo imposti.

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