Terapia Focalizzata sulla Compassione

vaso scuro su un tavolo in luce naturale, simbolo di cura e spazio sicuro nella terapia focalizzata sulla compassione

 

"La compassione non significa evitare i conflitti,

ma cambiare il modo in cui entriamo in relazione con ciò che è difficile.” 

- Paul A. Gilbert

 

Ci sono momenti in cui non basta comprendere ciò che accade dentro di noi.

Possiamo essere consapevoli dei nostri pensieri e delle nostre emozioni e, allo stesso tempo, continuare a sentirci duri, critici o insoddisfatti verso noi stessi.

 

La Terapia Focalizzata sulla Compassione ( Compassion Focused Therapy - CFT ) nasce proprio per lavorare su questo: aiutare le persone a sviluppare un modo più sicuro, gentile e stabile di stare con la propria esperienza, soprattutto quando emergono vergogna, autocritica, ansia o paura del rifiuto.

 

Non si tratta di “pensare positivo” o di eliminare la sofferenza, ma di imparare a riconoscerla ( Mindfulness ) e a rispondervi con maggiore comprensione e cura.

 


Cosa è la CFT?

“La compassione è una sensibilità alla sofferenza propria e altrui, unita all’impegno a prevenirla e alleviarla.” ”

— Paul Gilbert

La Terapia Focalizzata sulla Compassione (CFT) è un modello di psicoterapia sviluppato da Paul Gilbert, che nasce dall’incontro tra psicologia evoluzionistica, neuroscienze affettive, psicoterapia e tradizione buddista.

 

La CFT parte da un presupposto fondamentale: molta della sofferenza psicologica non è una colpa personale, ma il risultato di sistemi emotivi evolutivamente antichi che si attivano automaticamente per proteggerci.

 

 

In particolare, questo approccio aiuta a comprendere come la mente umana sia organizzata intorno a diversi sistemi di regolazione emotiva, che possono funzionare in modo sbilanciato, soprattutto in persone che hanno vissuto esperienze di critica, rifiuto o insicurezza.

 

La terapia lavora per sviluppare e rafforzare il sistema calmante e affiliativo, spesso poco accessibile in chi è abituato a vivere in uno stato di allerta o di giudizio costante verso sé stesso.

 

Attraverso il lavoro clinico, la relazione terapeutica e specifiche pratiche esperienziali, la CFT aiuta la persona a costruire una mente più sicura, stabile e gentile, capace di affrontare le difficoltà senza attaccarsi né evitarsi.

 

 




I benefici della CFT

Numerosi studi scientifici hanno mostrato l’efficacia della Terapia Focalizzata sulla Compassione CFT nel migliorare il benessere emotivo e relazionale, in particolare in persone con alti livelli di autocritica e vergogna.

 

Tra i principali benefici:

 

• riduzione dell’autocritica e del dialogo interno ostile

• diminuzione di ansia, vergogna e stati depressivi

• maggiore regolazione emotiva

• aumento del senso di sicurezza interna

• miglioramento delle relazioni interpersonali

• maggiore resilienza allo stress e alle difficoltà della vita

 

 Studi clinici (Gilbert & Procter, 2006; Kirby, Tellegen & Steindl, 2017) indicano che la CFT è efficace nel ridurre l’autocritica e nel promuovere la salute mentale attraverso lo sviluppo di compassione e sicurezza interna.

 


Calore e gentilezza verso se stessi nella Terapia Focalizzata sulla Compassione CFT

Sicurezza

Molte persone vivono con un sistema di allarme costantemente attivo, la mente è sempre in allerta, pronta a individuare pericoli, errori o segnali di rifiuto. In queste condizioni è difficile rilassarsi, riflettere o sentirsi in pace con se stessi.

 

La CFT aiuta a comprendere il funzionamento dei tre sistemi di regolazione emotiva:

  • sistema di minaccia, legato alla paura, all’ansia e all’autoprotezione
  • sistema di spinta e ricerca, orientato al fare, ottenere, migliorare
  • sistema calmante e affiliativo, legato alla sicurezza, alla connessione e alla cura.

Quando il sistema di minaccia è dominante, la persona può sentirsi sempre sotto pressione, anche in assenza di reali pericoli.

Il lavoro terapeutico mira a rafforzare il sistema calmante, permettendo al corpo e alla mente di sperimentare una sensazione di sicurezza interna.

 

Questa sicurezza non nasce dal controllo, ma dalla possibilità di sentirsi al sicuro con se stessi, anche quando emergono emozioni difficili.

 

Calore e gentilezza verso se stessi nella Terapia Focalizzata sulla Compassione CFT

Calore

Il calore è una qualità centrale della compassione. Non significa essere indulgenti o giustificare tutto, ma imparare a stare con la propria esperienza senza giudizio, durezza o rifiuto.

 

Molte persone sono abituate a motivarsi attraverso la critica: “devo fare meglio”, “non è abbastanza”, “sto sbagliando”.

La CFT propone un’alternativa: un atteggiamento interno fatto di gentilezza, comprensione e presenza affettiva.

 

Attraverso pratiche guidate, immagini compassionevoli e mindfulness e il lavoro sulla relazione terapeutica, la persona impara a sviluppare un modo diverso di parlarsi e di trattarsi, soprattutto nei momenti di difficoltà.

 

Il calore non elimina il dolore, ma lo rende più tollerabile, permettendo di restare in contatto con sé senza sentirsi sopraffatti.

 

Sviluppare una mente saggia e un sè compassionevole nella Terapia Focalizzata sulla Compassione CFT

Saggezza

La compassione non è debolezza.

È una forma di saggezza intuitiva che nasce dalla consapevolezza e trasforma il modo in cui rispondiamo alla sofferenza.

 

In CFT, la saggezza compassionevole implica la capacità di:

  • riconoscere ciò che sta accadendo dentro di sé
  • comprendere che molte reazioni non sono scelte, ma risposte apprese
  • agire in modo più utile, anche in presenza di paura o incertezza

Come sottolinea anche Sharon Salzberg, la compassione non significa agire senza paura, ma tollerare la paura senza lasciarsi guidare da essa.

 

Questa dimensione permette di sviluppare una maggiore stabilità emotiva e di fare scelte più allineate ai propri valori, invece di reagire automaticamente agli stati emotivi difficili.

 

 



Dal Blog:

Come capire se la terapia sta funzionando: 6 segnali di cambiamento reale

Rami di ciliegio in fiore che si riflettono sull’acqua durante la primavera a Kamimeguro.
Kamimeguro, 4 aprile 2018

Se ti sei mai chiesta: Come faccio a sapere se la terapia sta funzionando?”. Tranquilla, non sei sola.

È una domanda molto frequente, soprattutto quando il percorso di psicoterapia è già iniziato da un po’. La terapia richiede tempo, disponibilità emotiva, energia, e spesso anche un investimento significativo. È naturale, a un certo punto, chiedersi se tutto questo stia producendo un cambiamento reale.

 

 

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Questo è il tuo tempo: ricominciare a settembre

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Con settembre, il ritmo delle giornate cambia. Dopo settimane in cui le routine si allentano, il rientro porta spesso con sé una miscela di energia, aspettative e tensione.

 

Non si tratta solo di organizzazione o di impegni che ripartono, ma di un vero passaggio psicologico che può rendere più evidenti ansia, affaticamento mentale e autocritica.

 


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La Guida Compassionevole: una meditazione di Self Compassion

immagine di un faro su un maro calmo per una meditazione di guida compassionevole

In un'epoca in cui il sapere è spesso delegato a esperti con titoli prestigiosi e nomi di successo, può risultare facile trascurare la saggezza interiore che ciascuno di noi possiede.

 

La pratica della Self Compassion (auto-compassione) offre un'opportunità preziosa per rivolgersi all'esperto che ci conosce meglio: noi stessi. In questo contesto, la figura della Guida Compassionevole emerge come un potente strumento per alleviare la sofferenza e promuovere il benessere emotivo.


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